Dumbo, ovvero cronaca di un flop annunciato

0a145465bcc5368d8ee36b090e888753Tim Burton ci ha provato! O forse sarebbe meglio dire Tim Burton non è bastato!
Ci ha provato a far volare ancora l’elefantino Dumbo, ma a quanto pare il suo tocco non è stato sufficiente.
Il film tutto sommato scorre piacevolmente, tra computer grafica ed effetti visivi come sempre impeccabili.
Interessante notare le numerosissime auto citazioni che Burton dissemina qua e là nel film, dalle scenografie alle musiche (Danny Elfman sontuoso come sempre) che fanno sorridere i fan di Burton (anche quelli un po’ disamorati).dumbo-1
L’elefantino molto ben realizzato (in versione più Labrador cucciolone, che elefante) sembra fatto apposta per intenerire anche il più burbero degli spettatori, con quelle orecchie e quegli occhi azzurri decisamente troppo grandi.
Straordinario il corollario di attori ormai ricorrenti nel mondo burtoniano: da Danny De Vito, sempre più grande caratteristica, a Eva Green, eterea e stupenda nel suo portamento e nei suoi toni; passando per un Colin Farrell (qui in versione caricatura sbiadita di Johnny Depp (scandalosa la somiglianza tra i due nella scena del clown) e sinceramente punto dolente del cast.
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Da sottolineare, invece, un Michael Keaton in grande spolvero, cinico, istrionico e sopra le righe: l’attore feticcio di Burton torna alla “sua” recitazione sempre tanto amata, quella di Batman, Beetlejuice o Birdman, per intenderci, con movenze bizzarre e caratterizzazioni degne del suo talento.
Lui da solo basta e a riportarci indietro nel tempo, quando Burton era il grande genio visionario del cinema americano, gotico e sorprendente, capace di sorprendere e confondere lo spettatore, alienarlo e rincuorarlo allo stesso tempo.
Contro ogni previsione, il remake in live action del classico Disney ha fatto flop negli USA e in Canada nel suo weekend d’esordio, arrivando a guadagnare “solo” 45 milioni di dollari, toccando quota 210 milioni worldwide dopo oltre 10 giorni di programmazione.
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Una cifra tutto sommato alta ma ovviamente da rapportare al budget complessivo del film pari a 170 milioni e che quindi assume tutto un altro significato.
Le perdite in casa Disney verranno probabilmente recuperate grazie al mercato globale (per ogni blockbuster il budget aumenta considerevolmente con gli investimenti in marketing e pubblicità di ogni genere); ma a questo punto sarà una fortuna se Dumbo riuscirà ad andare in pari con l’investimento iniziale.
Paragonando il successo all’esordio de La Bella e la Bestia, Il Libro della Giungla o Cenerentola è chiaro che qui siamo di fronte a un flop. Cosa è successo?
Troppo presto per dirlo ma sicuramente il meccanismo dei live action (su cui la Disney sta investendo tantissimo), inizia forse a scricchiolare?
La vera causa, secondo me talmente evidente da risultare clamorosa, sta nell’affollamento che la Disney sta creando in questo 2019, con i suoi film ormai a incalzarsi e rincorrersi a vicenda. Senza contare i film Marvel, che già di per sé rastrellano buona parte del pubblico mainstream, i soli live action previsti per per questo 2019 sono 3 (!!!!!):
Dumbo in uscita a fine marzo, Aladdin, nelle sale il 24 maggio e (soprattutto) Il Re Leone che uscirà il 21 agosto.
La concorrenza a Dumbo viene quindi fatta dalla stessa Disney, che ha previsto, non si sa per quale motivo (forse con il solo obiettivo di ottenere un record di incassi e dividendi per il 2019) e viene fatta da due dei Classici più amati di sempre.
Aggiungeteci un Tim Burton ormai lontanissimo dai suoi esordi che, da quando è rientrato in casa Disney, non è più stato capace (o non gli è più stato permesso) di sperimentare e osare e fare innamorare con le sue storie sconclusionate e i suoi personaggi strampalati.
In pratica la ricetta perfetta di un flop (disastro?) annunciato.

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